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  • Paola

Irelovers - Il mio viaggio in Irlanda

Aggiornamento: 25 gen 2021

Chi sono gli Irelovers? Gli amanti dell'Irlanda, chiunque abbia visitato l'"Isola di Smeraldo" e provi una voglia irrefrenabile di tornarci.

Io ci sono tornata più di una volta, l'ultima è stata nel 2019 per accompagnare un gruppetto di clienti e attraversare l'Irlanda da est a ovest.


In primavera partiamo per questo viaggio on the road che vede come prima tappa Dublino. Partiamo da Venezia con Aer Lingus, la compagnia di bandiera del Paese e già entriamo in Irish mood: un trifoglio gigante disegnato sulla coda dell'aereo ci accompagna in questa nuova avventura!

DUBLINO

Arriviamo a Dublino, il tempo non è dei migliori, tutto nella norma (ci dicono), ma sta per arrivare una tempesta di pioggia che durerà per diversi giorni e si sposterà per tutto il Paese: ci prepariamo al freddo e al vento.

Per fortuna abbiamo ancora qualche ora prima che la tempesta arrivi e decidiamo di goderci la capitale. Dopo il trasferimento dall'aeroporto, arriviamo al nostro Hotel, il Belvedere Parnell Square, è proprio in centro quindi ci spostiamo a piedi, percorriamo O'Connel Street e ci lasciamo felicemente distrarre dai negozietti di souvenir, sono tantissimi e vendono gadget di ogni tipo; dai peluche di pecorelle, ai portachiavi con i trifogli, ai boccali di birra alle felpe verde smeraldo. Dopo il tipico shopping da turisti, arriviamo alla nostra prima destinazione di oggi: il Trinity College, la più antica e prestigiosa università d'Irlanda, custode del prezioso manoscritto "Book of Kells" del IX secolo.

Il prestigioso ateneo di Dublino fu istituito nel lontano 1592, estende il suo campus, ricco di edifici in stile georgiano circondati da prati verdissimi, su un’ampia area del quartiere sud della città (circa 16 ettari). Oltre ad essere uno dei luoghi simbolo della storia della città e un eccellente centro di cultura, la Dublin University o Trinity College Dublin, è anche il luogo in cui è conservato il manoscritto medioevale più famoso del mondo, detto Book of Kells, una delle principali attrazioni turistiche della capitale.

Per ammirare il Book of Kells, considerato il capolavoro celtico per l'eccellenza della tecnica con cui è stato realizzato, si deve acquistare un biglietto extra ed entrare nella libreria del Trinity College: la Old Library.

Attraversando la Long Room, una sala lunga 65 metri con più di 200 mila volumi, si possono ammirare busti e sculture di scrittori e filosofi del passato e anche un'arpa in legno di quercia appartenente al XV secolo.

E' sicuramente la libreria più bella e maestosa che io abbia mai visto.

Il Book of Kells è un manoscritto antico che contiene il testo dei 4 vangeli in latino, corredato da illustrazioni e miniature riccamente colorate, si trova in una teca di vetro in una sala al piano terra ed è severamente vietato fare foto.

Usciti dal Trinity College, procediamo per Grafton Street, la via dello shopping e ci scattiamo una foto con la statua di Molly Malone, simbolo e icona della cultura irlandese.

Cantata nell’inno non ufficiale della capitale irlandese, “Cockles and Mussels” o “In Dublin’s Fair City”, la figura rappresenta una pescivendola di Howth, un villaggio a nord di Dublino, morta in giovane età a causa di una brutta febbre non specificata, peste o probabilmente malaria.

Secondo una leggenda del XVII secolo, Molly Malone era una ragazza dalla doppia vita, di giorno vendeva cozze e vongole lungo le strade della città, portandosi dietro un carretto, mentre di notte era una prostituta.

Si narra che il suo fantasma, nelle notti di nebbia, si aggiri ancora per Grafton Street con il carretto di pesci, gridando “mussels and cockles”, ovvero “vongole e molluschi freschi”.

La statua, che rappresenta una donna con il seno bene in vista mentre lavora come pescivendola, fino al 2014 era stata collocata a Grafton Street, nel cuore di Dublino, ma successivamente è stata trasferita a Suffolk Street, proprio di fronte all’Ufficio del Turismo.

Procediamo ammirando l'Irish Houses of Parliament e ci dirigiamo verso le sponde del fiume Liffey per raggiungere la zona dei pub, è quasi ora dell'aperitivo e i miei compagni di viaggio non vedono l'ora di assaggiare la famosa birra Guiness in uno dei posti più iconici di questa città: il Temple Bar.

"Temple Bar" è anche il nome dell'affollato quartiere che affaccia sul fiume, caratterizzato da stradine pedonali lastricate. I pub animati ospitano concerti di musica folk e DJ set, mentre i ristoranti propongono specialità asiatiche, americane e irlandesi. Le boutique originali della zona vendono capi di abbigliamento e oggetti artigianali di designer locali.

Insomma è il quartiere più vivo e frequentato della città, soprattutto dal tardo pomeriggio alla sera tardi. Entriamo al pub sgomitando, è davvero affollatissimo, riusciamo ad ordinare una Guinness e godercela ascoltando musica folk.

Dublino ci ha riservato un ottimo benvenuto!

Ceniamo in un ristorantino tipico: il Nancy Hands Bar & Restaurant, un pub tradizionale che ci sorprende con il suo Guinnes Irish Stew, il famoso stufato irlandese...cotto nella birra! Davvero speciale.

Rientriamo in Hotel ( il letto è davvero comodissimo o forse siamo noi troppo stanchi) e ci prepariamo ad affrontare la tempesta di domani!


La mattina seguente arriva Jimi, il nostro autista personale con il nostro minivan super attrezzato (aveva rifornito il frigo con vino e birra e preparato anche un dolce fatto da lui!) un lusso che non ci aspettavamo! Jimi parla inglese, ci insegna qualche termine in gaelico irlandese ed è simpaticissimo!

Si parte salutando Dublino e lasciando dietro di noi un cielo nero pesto!

Ci dirigiamo a Glendalough attraversando Wicklow Mountains National Park tra brughiere in fiore, foreste, laghetti e caprioli selvatici. Jimi guida "fuori rotta" per portarci in cima ad una collina e farci scattare delle foto ad un ruscello, si sente solo l'acqua che scorre, tutto il resto è silenzio! Quando si dice "una meraviglia della natura"

A Glendalough visitiamo le rovine dell’antico monastero costruito nel VI secolo dall’eremita Kevin di Glendalough.


KILKENNY

Proseguiamo per Cork ma durante il viaggio facciamo una sosta a Kilkenny che è considerata uno dei gioielli medievali d'Irlanda, conserva un fascino antico di incomparabile bellezza: affacciata sul fiume Nore, con le sue stradine medievali, i vicoli stretti e l’imponente castello, ci riporta indietro nel tempo fra streghe e cavalieri.

Inoltre la città è circondata da foreste, fiumi e meravigliosi spazi verdi che ne fanno una meta di grande fascino. Kilkenny è un capoluogo vivace che ha saputo nel corso del tempo preservare il suo patrimonio culturale e contribuire alla crescita della sua vivacità che ne fa il cuore creativo d’Irlanda: ad ogni angolo si trovano craft center, laboratori, botteghe di artigiani e studi di artisti al lavoro. La vita della città ruota tutta attorno alla collina e al castello: scendendo a valle la principale arteria, la Parade è un ampio viale che veniva usato per le parate militari e le cerimonie municipali mentre la High Street è la via dello shopping che porta alle altre attrattive.

Entriamo al Castello di Kilkenny che è sicuramente l’attrazione più visitata della città: questa magnifica dimora, circondata da un parco davvero meraviglioso, fu abitata fino al 1935. Ammiriamo gli interni riccamente decorati ma soprattutto la favolosa galleria con altorilievi che raccontano la storia della dinastia dei Butler.

Inizia a piovere, la tempesta ci sta raggiungendo, decidiamo di non risalire la città a piedi ma di farci accompagnare da Jimi a vedere la Cattedrale di San Canice: la cattedrale della città risale al 1200 e nonostante la guglia sia crollata nel 1332 è uno splendido esempio di gotico puro. Anche gli interni meritano una visita per le pietre tombali in marmo nero così come la torre circolare che dopo 160 gradini regala un’impagabile vista sulla città. Così bella dentro che tutti rimaniamo stupiti perché da fuori sembra una piccola chiesetta ma all'interno stupisce davvero, con un immenso organo ( mi pare di ricordare che sia il secondo più grande d'Irlanda) che il guardiano ci ha gentilmente lasciato toccare e suonare.

In serata arriviamo a Cork e ceniamo da Coqbull Chicken & Burger Restaurant per assaggiare la carne alla griglia e i famosi panini! Jimi si unisce a noi e ci insegna come brindare all'irlandese.

Rientriamo in Hotel dopo una bellissima serata e anche al Maldron Hotel Shandon i letti nelle stanze abbondano e sono comodissimi!!!


CORK

Dopo colazione facciamo un giro turistico a piedi per la cittadina di Cork e contro ogni previsione, c'è un sole che splende!

Cork rivendica con orgoglio il titolo di capitale morale d’Irlanda: nonostante sia solo la terza città dell’isola per numero di abitanti (dopo Dublino e Belfast), è una realtà urbana vivace e ricca di sorprese per coloro che avranno la pazienza di scoprirne i tanti lati nascosti. Infatti, dopo essere stata Capitale della Cultura nel 2005, Cork si è progressivamente affrancata dalla “cugina” Dublino per assumere statuto di città estremamente viva dal punto di vista lavorativo, universitario e culturale, anche grazie alla crescente immigrazione di giovani da tutta Europa. Ad esempio la comunità italiana è molto nutrita e rappresenta un punto di riferimento all’interno del tessuto sociale. Inoltre la città ha saputo valorizzare le sue potenzialità turistiche e mettere in risalto la sua vocazione culinaria grazie al settore della ristorazione, che negli ultimi anni si è notevolmente sviluppato.

Cork è anche la città in Irlanda con più numero di abitanti giovani: la città dei 20 ponti, affacciati sui due bracci del fiume Lee, ci incanta con il suo piccolo centro storico di origine medievale, la sua spumeggiante vita notturna e quel carattere accogliente e allo stesso tempo ruvido di città marinara con i suoi moli, ponti e vecchi magazzini.

Il centro storico di Cork è delimitato da tre vie principali: St. Patrick Street, la via più affollata della città, con i negozi alla moda e le boutique all’ultimo grido, Oliver Plunkett Street, ricca di gallerie e pub tradizionali e Paul Street, dove si susseguono caffè e ristoranti.

Una meta imperdibile per capire il fascino sottile di questa città è l'Old l’English Market, una vera e propria istituzione della raffinata gastronomia locale, non per niente è considerato il tempio enogastronomico d'Irlanda. Questo edificio settecentesco ospita un meraviglioso mercato coperto, un tripudio di colori, odori e sapori che si sprigionano davanti ai nostri occhi dalle bancherelle variopinte. Si possono gustare direttamente in loco le famose uova al burro, una varietà incredibile di pesce fresco, salumi, formaggi, pane e prodotti tipici come la trippa e il sanguinaccio. Ad attenderci le migliori delizie affumicate, l’eccellenza del territorio, un vero e proprio paradiso dei buongustai.

Passiamo talmente tanto tempo all'interno del mercato che Jimi ci aspetta all'ingresso del mercato con il minivan temendo ci fossimo persi.

Dopo il nostro pranzetto al mercato, Jimi ci accompagna a visitare la St. Fin Barre’s Cathedral, la cattedrale della città, un classico esempio di edificio religioso in stile neogotico, risalente al 1865, prende il nome dal patrono di Cork: San Finbar, il santo prima di fondare il monastero di Cork, visse a Gougana Barra alla sorgente del fiume Lee.

Considerato primo vescovo di Cork, il suo nome significa "colui che è nel giusto".

L'edificio è ricchissimo di simbolismi. In particolare, spicca l'angelo dorato che tiene le due trombe nelle mani, posto sul pinnacolo esterno della chiesa sul retro. Si vede anche in lontananza.

Una leggenda narra che questi unirà lo squillo delle proprie trombe a quello degli altri angeli che annunciano la fine del mondo. Altro particolare interessante si trova al di sopra della porta bronzea, intarsiata d'argento. Si tratta di un intaglio raffigurante Davide nel vecchio testamento, con la sua arpa irlandese.


KILLARNEY

Il sole continua a splendere e nel pomeriggio raggiungiamo Killarney dove visitiamo Muckross House, una residenza di campagna in stile vittoriano, costruita sulle sponde dello scenografico lago, circondata da meravigliosi giardini sullo sfondo del Killarney National Park .

La signorile residenza di campagna in stile elisabettiano della famiglia Herbert venne costruita intorno alla metà del XIX secolo sulle sponde dello scenografico lago di Muckross.

Il paesaggio è davvero incantevole! In mezzo al verde si trova la residenza, che visitiamo attraverso le sue sale (c'è anche una camera da letto dove ha soggiornato la regina Vittoria), arredate con i mobili originali di metà e fine '800, ed il museo sulle tradizioni locali. Il giro vale sicuramente la pena anche se personalmente ciò che più mi ha colpito sono i giardini intorno alla residenza e soprattutto gli immensi pratoni che si estendono fino alle acque del lago, lungo il cui litorale sfilano le carrozze che trasportano i turisti nel tour del parco: il Killarney National Park, questo parco è assolutamente meraviglioso, soprattutto in primavera quando i colori si accendono e la natura risplende con tutte le tonalità del verde. Nasce nel 1932 allo scopo di proteggere e preservare uno degli habitat più preziosi d’Irlanda.

E’ una vera oasi nascosta all’interno di un selvaggio panorama montano con cime aspre e misteriose. Ma all’interno si cela uno splendido paesaggio silvestre di boschi secolari, spettacolari cascate e laghi tranquilli che riflettono la natura circostante. Rimaniamo incantati dalla dolce bellezza di questi luoghi, dai viali alberati, dai boschi profumati e dall’incessante sciabordio dei laghi sulle piccole e appartate spiaggette, vediamo un cartello che indica un sentiero per raggiungere una cascata, il sole splende e non ci sono nuvole all'orizzonte quindi decidiamo di improvvisare un piccolo trekking all'interno del bosco e dopo una mezz'oretta di camminata ci troviamo davanti ad uno spettacolo della natura!

Il Killarney National Park è un luogo ideale per chi ama stare immersi nella natura e vivere la vacanza come un’occasione per fare attività all’aria aperta.


La sera ceniamo in centro a Killarney all'Eviston House dove il cibo è ottimo e accompagnato da una banda di musicisti locali, nell'altra sala invece trasmettono una partita di rugby e la folla esulta entusiasta...una tipica serata irlandese!

Dopo cena, il clima è perfetto e decidiamo di tornare a piedi in Hotel, attraversando la strada principale della città che è piccola ma meravigliosa e soprattutto molto viva! Sembra la notte di capodanno: folle di giovani saltano da un pub all'altro, nei ristoranti fanno il karaoke, i negozi sono ancora aperti e trovo una bottega che vende abbigliamento in lana irlandese...non resisto e compro un berretto morbido e caldo! Se è vero che arriverà una tempesta potrebbe servirmi!

Rientriamo all' Hotel Killarney e...potrete non credermi ma io adoro questi letti così morbidi!


La mattina seguente partiamo in direzione Galway ma prima di lasciare Killarney ci fermiamo a visitare le due attrazioni principali della città: la Cattedrale cattolica di St. Mary e Ross Castle, che personalmente è il castello più bello che ho visto durante questo viaggio: può essere considerato un tipico esempio di roccaforte realizzato durante il Medioevo. La sua fondazione è incerta, anche se alcuni studiosi sostengono che fu probabilmente costruito alla fine del 15° secolo da uno dei capi clan che rispondono al nome di O’Donoghue Ross.

Il Ross Castle o Castello di Ross è stato costruito alla fine del XV secolo dal clan locale O’Donoghues Mor, anche se la proprietà passò di mano durante la Seconda Desmond Rebellion del 1580 al MacCarthy Mór. Quindi affittò il castello e le terre a Sir Valentine Browne, antenato dei Conti di Kenmare.

Il Castello di Ross fu tra gli ultimi ad arrendersi ai Roundheads di Oliver Cromwell durante le Guerre confederate irlandesi, e fu preso solo quando l’artiglieria fu trasportata in barca attraverso il fiume Laune. Lord Muskerry (MacCarty) ha protetto il castello contro Edmund Ludlow, che ha marciato a Ross con 4.000 fanti e 200 cavalli; tuttavia, la conquista avvenne dall’acqua e non via terra. Secondo una profezia, gli irlandesi sostenevano che la fortezza sarebbe rimasta inespugnabile fino a quando una nave da guerra non avrebbe potuto nuotare sul lago

Circondato da una fortificazione, la cui cortina muraria è difesa da torri laterali circolari, due delle quali sopravvivono ancora oggi, la gran parte della fortificazione del Ross Castle è stata rimossa con la costruzione della caserma, ubicata sul lato meridionale (18° secolo). All’interno del castello medioevale, dove si può entrare soltanto pagando il biglietto, vediamo mobili realizzati in quercia risalenti al 16° e 17° secolo e ci lasciamo incantare dalla storia dei clan e delle famiglie che hanno vissuto in questa fortezza.

Anche oggi il sole ci accompagna...della tempesta nemmeno l'ombra!


GALWAY

Partiamo per le scogliere di Moher, tappa immancabile per questo viaggio in Irlanda, Facciamo però prima una tappa a Limerick che è lungo la strada e ci fermiamo per pranzo al mercato enogastronomico locale.

Arriviamo finalmente a Galway per visitare le famose scogliere di Moher, lunghe 8 km e alte 214 metri a strapiombo sul mare. Siamo stranamente fortunati e troviamo una giornata limpida: dalle scogliere vediamo le Isole Aran, la Baia di Galway, i Twelve Pins ( le Dodici Cime ), la Penisola di Dingle e le Isole Blasket .

Il punto panoramico per avere la vista migliore è O’Brien’s Tower, che si trova nella punta più alta e che è da sempre il punto di osservazione per centinaia di visitatori.

Jimi ci dice di essere stato più volte ad ammirare le scogliere ma di non aver mai trovato una giornata così bella...ed effettivamente il posto con questo meteo merita una sosta più lunga (chissà se ci ritorneremo e soprattutto se troveremo una giornata così) così decidiamo di percorrere un bel pezzo di scogliera anche se alcune parti sono davvero ripide ma la sensazione è unica e ci dispiace davvero lasciare questo posto!


Continuiamo per il Burren National Park, un paradiso naturalistico completamente lastricato di pietre calcaree, in direzione Galway. Lungo la strada il paesaggio sembra una cartolina: fattorie, prati, pecore e stradine minuscole rallentano il nostro percorso ma a noi non dispiace perché abbiamo sempre a portata di mano la macchina fotografica e immortaliamo ogni curva! Così Jimi decide di fermarsi in mezzo al nulla, a pochi passi da una fattoria dove cerchiamo di avvicinarci per fare delle foto alle caprette ma improvvisamente un contadino corre verso di noi saltando il cancelletto della sua fattoria...(ora ci sgrida! pensiamo...abbiamo spaventato le sue pecore) invece prende al volo un capretto e me lo mette tra le braccia! Sento il battito del suo cuore e il suo verso mentre lo tengo in braccio, è spaventatissimo e il contadino ci dice che è nato da 1 giorno! Perfetto...foto con la capretta fatta!

Quando arriviamo a Galway, Jimi ci accompagna per cena al McGettigan's Irish Pub, questo è davvero un Signor Pub: oltre all'ottimo cibo e alla deliziosa birra, il locale merita davvero per gli interni originali, noi abbiamo mangiato ad un tavolo circondato da scaffali pieni di libri!

Dormiamo al Flannery's Hotel di Galway e indovinate...anche qui i letti sembrano quelli dei reali: grandi e morbidi, con mille cuscini!

La mattina dopo visitiamo a piedi la città che è la capitale dell’ovest gaelico e rappresenta il punto di partenza ideale per scoprire le meraviglie naturali del Connemara o per partire alla volta delle Isole Aran. Stretta nella piccola porzione di terra fra la baia e il Lough Corrib, Galway è una vivace cittadina universitaria ricca di storia ma soprattutto attraversata da un’atmosfera incredibilmente suggestiva: i moli, le banchine, le barchette che ondeggiano al mare, il vento costante che in pochi minuti spazza via il sole o fa arrivare un cielo nero carico d’acqua. Ma Galway incanta soprattutto per le colorate vie del centro: tantissimi pub caratteristici, ottima cucina a base di frutti di mare e di ostriche, la specialità del luogo, e musica tradizionale suonata in ogni angolo. Insomma una tipica città di mare...come ci ricorda il gabbiano che passa sopra di noi e ci dà il benvenuto! In realtà ci porta fortuna...visto che della tanto temuta tempesta non abbiamo sentito neppure il vento!

Galway non possiede attrazioni celebri da visitare ma è una città tutta da vivere e da assaporare: vi resteranno nel cuore la sua gente, la sua musica, i suoi vicoli e i suoi colori. Come nel video di Ed Sheeran, Galway Girl, in cui il protagonista viene trascinato in una folle notte in giro per la città!

Nel pomeriggio torniamo a Dublino per avvicinarci all'aeroporto visto che il giorno seguente abbiamo l'aereo per rientrare in Italia! Così visitiamo ancora la capitale e ovviamente entriamo alla Cattedrale di San Patrizio, considerata la cattedrale nazionale dell’Irlanda protestante, venne edificata in uno dei siti cristiani più antichi di Dublino: dove, si narra, S. Patrizio abbia battezzato i pagani in un pozzo nel 450 d.c. Per commemorare la sua visita è stata costruita in questo luogo una chiesetta in legno, una delle quattro parrocchie celtiche di Dublino. Nel 1191, sotto John Comyn, il primo arcivescovo anglo-normanno di Dublino, Saint Patrick’s divenne cattedrale e tra il 1200 e il 1270 fu eretto l’attuale edificio, il più grande del paese. Dal 1320, qui si installò la prima università del paese; vi resterà per circa due secoli. Durante i secoli la cattedrale ha subito numerosi danneggiamenti e fu restaurata tra il 1860 e il 1900 grazie al sostegno da parte della famiglia Guinness. La curiosità? Nel 1649, durante la guerra civile, venne utilizzata come stalla dalla cavalleria di Cromwell.

San Patrizio è il patrono d'Irlanda e in tutto il mondo si conosce la presunta origine del trifoglio come simbolo dell’isola d’Irlanda attribuita a San Patrizio che pare utilizzasse questa particolare pianta intorno al V secolo per spiegare agli irlandesi il mistero cattolico della Trinità.

E' quasi sera, abbiamo finitole visite ma ci rimane del tempo libero, secondo voi dove abbiamo scelto di passarlo? Ovviamente alla Guinness Storehouse, la fabbrica della Guinness. Anche se non siete degli amanti della birra come me, vale sicuramente la pena pagare il biglietto ed entrarci, è al primo posto fra i luoghi più visitati d’Irlanda: 7 piani che raccontano ogni minimo aspetto della birra più amata d'Irlanda!

In realtà non si visita la fabbrica stessa, per ovvie ragioni di sicurezza, per intenderci dove si produce la birra, ma si esplora un museo dedicato alla Guinness, realizzato nelle parti più antiche, riconvertite a spazio hi-tech, grazie a un avveniristico progetto che ha saputo adattare la struttura originale trasformandola in un edificio che sale per 7 piani, assumendo la forma di una pinta di Guinness.

I 7 piani si suddividono così:

1. Gli ingredienti Tutti i componenti della birra vengono illustrati e mostrati in immensi barili con la possibilità di toccarli e odorarli da vicino.

2. La produzione Si assiste a tutto il procedimento fra bollitura, fermentazione, maturazione e miscelatura, in un gran frastuono e miscuglio di odori.

3. I bottai Viene illustrata la sottile arte della costruzione delle botti. Il trasporto Dalle vecchie carrozze ai più moderni sistemi per trasportare la birra.

4. La pubblicità Le campagne promozionali sono diventate ormai leggendarie, dai poster vecchio stampo ai moderni spot.

5. Arthur Guinness Tutta la storia di come è nata la Guinness.

6. La degustazione Conservando il biglietto d’ingresso, si può assaporare una pinta omaggio nello splendido Gravity Bar, un magnifico punto panoramico con vista sulla città.


Ultima notte in Irlanda...dove la passeremo se non...in un castello?

Jimi ci aspetta all'uscita della Guinness Storehouse e ci accompagna al Finnstown Castle, immerso in uno splendido parco privato di 18 ettari, è a soli 25 minuti di auto dal centro di Dublino e a 12 km dall'aeroporto internazionale della città.

Ceniamo al castello, ad una tavola lunga e apparecchiata come ai banchetti reali, anche qui il cibo è ottimo e i letti delle camere...beh non c'è bisogno che ve lo dica!

La mattina dopo partiamo presto per l'aeroporto, Jimi ci saluta vestito elegante e quasi commosso! Noi lo salutiamo con la promessa di tornare a trovarlo, salutiamo anche il cielo limpido che ci ha accompagnato per tutta la settimana (della tempesta neanche l'ombra! ci ha semplicemente seguiti ma mai raggiunti!).


Dopo un tour così...impossibile non diventare un Irelover!



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